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Approvate le modifiche al Jobs Act

Il Consiglio dei Ministri si è riunito in data 23 settembre 2016 ed ha approvato in via definitiva un decreto legislativo recante modifiche al Jobs Act, inerenti il lavoro accessorio, gli ammortizzatori sociali, la normativa sulla disabilità, l’INL, l’ISFOL e l’ANPAL.

Lavoro accessorio

Per quanto concerne il lavoro accessorio la novità consiste nell’obbligo che avranno i committenti imprenditori non agricoli o professionisti a comunicare, mediante sms o posta elettronica, alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione di lavoro accessorio:

  • i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore;
  • il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione.

Per i committenti imprenditori agricoli il medesimo obbligo sarà inerente:

  • i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore;
  • il luogo e la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni.

In caso di violazione degli obblighi di comunicazione si applicherà la sanzione amministrativa da euro 400 a 2.400 in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione.

Ammortizzatori sociali

Le principali modifiche approvate al c.d. T.U. sugli ammortizzatori sociali consistono in:

  • possibilità di trasformare i contratti di solidarietà «difensivi» in contratti di solidarietà «espansivi»;
  • possibilità per le imprese di rilevante interesse strategico per l’economia nazionale, che abbiano concluso accordi in sede governativa entro il 31 luglio 2015, di richiedere la reiterazione della riduzione contributiva per i lavoratori interessati alla riduzione dell’orario, per la durata stabilita da apposita commissione istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e comunque entro il limite di 24 mesi;
  • miglioramento della NASpI riconosciuta ai lavoratori con qualifica di stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • l’ampliamento, per l’anno 2016, della percentuale delle risorse finanziarie non spese che le Regioni e le Province autonome possono utilizzare per la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga. In alternativa, le Regioni e Province autonome possono destinare le risorse non spese ad azioni di politica attiva;
  • aumento del finanziamento destinato al pagamento della CIGS per le imprese sequestrate o confiscate alla criminalità organizzata o destinatarie di interdittiva antimafia;
  • possibilità di autorizzare un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria, per non più di 12 mesi, per le imprese operanti nelle c.d. aree di crisi complessa già individuate. Per accedere alla misura le imprese dovranno presentare un piano di recupero occupazionale che prevede appositi percorsi di politiche attive del lavoro concordati con la regione e finalizzati alla rioccupazione dei lavoratori.

Altro

Con riferimento ai decreti legislativi nn. 149, 150 e 151 del 2015, dal comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 131 del 2016, si apprende che sono state previste precisazioni riguardanti questioni organizzative e gestionali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dell’ISFOL e dell’ANPAL, nonché la disciplina in materia di diritto al lavoro delle persone con disabilità.

Fonte: Articolo tratto da Edotto