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Pubblicato il decreto correttivo del Jobs Act: cambiamenti nell’utilizzo dei Voucher

ricevuta_40perccommVenerdì 7 ottobre 2016 è stato pubblicato in gazzetta ufficiale, ed immediatamente operativo, il decreto 185/2016 correttivo del Jobs Act.

Tra le tante novità introdotte quella che desta maggiore interesse è sicuramente la modifica all’utilizzo del lavoro accessorio, cioè dei cosiddetti voucher. A partire da venerdì, infatti, i voucher non potranno più essere comunicati per un lasso temporale fino a 30 giorni senza indicazione del momento della prestazione. Le novità introdotte riguardano appunto i termini e le modalità di comunicazione e attivazione dei buoni lavoro.

Dal 7 ottobre 2016 gli imprenditori non agricoli e i professionisti per utilizzare i voucher:

  • dovranno attivarli almeno 60 minuti prima l’inizio della prestazione lavorativa
  • dovranno indicare il codice fiscale del lavoratore
  • dovranno indicare il luogo e la durata della prestazione

Nulla risulta cambiato in termini di limiti, ossia restano fermi € 2.000 netti per ogni committente e € 7.000 netti in capo al prestatore

Cambiamenti anche nell’utilizzo dei voucher in agricoltura. I committenti agricoli dovranno effettuare la comunicazione negli stessi tempi e nelle stesse modalità degli altri utilizzatori, riportando codice fiscale, luogo e durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a tre giorni. 

In attesa di chiarimenti riguardo la comunicazione telematica, la stessa va inviata via SMS o mail alla DTL (direzione territoriale del lavoro) competente sul territorio ai numeri evidenziati dall’istituto.

Il mancato rispetto di tali procedura comporta una sanzione amministrativa da €400  €2.400 per omessa comunicazione.

Si è comunque in attesa di una circolare esplicativa le modalità operative delle novità introdotte.

Di seguito il link della DTL di Ascoli Piceno

 

30 Novembre: Acconto dei contributi

Quando si parla di contributi versati alla gestione Inps si deve tener conto delle diverse gestione che competono all’ente ovvero:

  • la gestione ivs per artigiani e commercianti
  • la gestione separata per lavori autonomi e professionisti “senza cassa

Le due diverse gestioni hanno modalità e tempi di versamento differenti. Esaminiamole con ordine.

Gestione ivs per artigiani e commercianti

I contribuenti iscritti alla gestione ivs, ossia imprenditori individuali artigiani o commercianti, i soci di società artigiane e commercianti e i collaboratori e coadiuvanti di imprese familiari artigiane e commercianti, sono tenuti al pagamento dei cosiddetti “contributi fissi” versati trimestralmente e di importo definito annualmente dall’Inps. Annualmente l’Inps fissa anche un reddito minimale, fissato a €15.548 per il 2015, il cui superamento comporta il pagamento di altri contributi. I contributi eccedenti il reddito minale sono dovuti sulla base delle aliquote previste annulmente e sono pagati in due rate alle stesse scadenze per il versamento delle imposte sui redditi (ossia per la prima rata 16 giugno o 16 luglio o si si usufruisce della proroga 20 agosto per il saldo e la prima rata di acconto, 30 novembre per la seconda rata di acconto).

In merito all’individuazione dell’ammontare del reddito da assoggettare all’imposizione, deve essere preso in considerazione il totale dei redditi d’impresa conseguiti nel 2014, al netto delle eventuali perdite nei periodi precedenti.  Sono da tenere in considerazione i seguenti righi di Unico 2015:

  • per gli imprenditori individuali in contabilità ordinaria il rigo RF101, se in contabilità semplificata il rigo RG36
  • per i soci di società di persone , i collaboratori di imprese familiari e i soci di società trasparenti il rigo RH14 campo 2
  • per i soggetti in regime dei minimi la differenza tra il rigo LM6 (reddito lordo) e LM9 (perdite pregresse).

Facciamo un esempio.

Un imprenditore individuale iscritto alla gestione artigiani e commercianti nel 2014 ha conseguito un reddito pari a € 30.000. Il reddito minimale previsto per il 2015 ammonta a € 15.548 e l’aliquota contributiva per il reddito eccedente il minimale è fissata al 22,74%.

Essendo il reddito conseguito eccedente quello minimale il contribuente dovrà versare a saldo i contributi dovuti sulla parte in esubero ossia:

€ 30.000- € 15.548= € 14.452 che rappresenta la quota di reddito sul quale verranno calcolati i contributi a saldo e in acconto.

saldo versato il 16/06 o 16/07 o 20/08                                    € 14.452 x 22,74%= € 3.286,38

1 rata di acconto versata insieme al saldo                           € 14.452 x 22,74% x 50% = € 1.643,19

2 rata di acconto da versare il 30/11                                       € 14.452 x 22,74% x 50% = € 1.643,19

Il metodo di calcolo prospettato nell’esempio è quello storico, in quanto si basa sul reddito del periodo precedente. Qualora si presuma che il reddito conseguito nel 2015, che verrà indicato in Unico 2016, sia inferiore a quello del 2014 indicato in Unico 2015, allora si potrà procedere a calcolare l’acconto con il metodo previsionale e versare quindi un acconto inferiore, o non versarlo affatto se si presume che il reddito si attesterà sotto il livello del reddito minimale.

Gestione separata

Sono iscritti alla gestione separata tutti i lavoratori autonomi con o senza partita iva che non possono essere iscritti ad altra cassa di previdenza. I contributi dovuti sono calcolati applicando una percentuale all’imponibile contributivo calcolato sui redditi prodotti e dichiarati ricavabili:

  • nel quadro RE per il lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni: rigo RE21 in caso di contribuente in regime sostitutivo per le nuove iniziative produttive e rigo RE25  negli altri casi
  • nel quadro LM per i soggetti in regime dei minimi come differenza tra il rigo LM6-LM9

La legge 92/2012, cosiddetta Legge Fornero, ha disposto che per i soggetti iscritti in via esclusiva alla gestione separata l’aliquota contributiva al 30% (oltre lo 0,72%) per l’anno 2015, mentre per i soggetti già pensionati o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie al 23,50%. Con il decreto “Milleproroghe” è stato tuttavia previsto che anche per il 2015 la misura dell’aliquota dei contributi previdenziali dovuti alla gestione separata INPS venga bloccata al 27 (+0,72%) per i lavoratori autonomi non iscritti ad altra forma previdenziale titolari di partita Iva. Per i soggetti non titolari di partita Iva ed iscritti alla sola gestione separata inps viene invece confermato l’aumento dell’aliquota al 30,72%.

Si avrà quindi per il 2015 la seguente situazione:

Liberi professionisti non assicurato presso altre forme di previdenza                               27,72%

Liberi professionisti assicurati presso altre forme di previdenza                                          23,50%

Collaboratori e figure assimilate non assicurati presso altre forme di previdenza        30,72%

Collaboratori e figure assimilate assicurati presso altre forme di previdenza                 23,50%

Per quanto riguarda il calcolo dell’acconto 2015 esso è pari all’80% del contributo dovuto per il 2014 calcolato, come prima descritto, sui redditi prodotti e dichiarati in Unico 2015.

L’acconto deve essere versato in due rate di pari importo entro le scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi: la prima il 16 giugno o 16 luglio o se si usufruisce della proroga il 20 agosto; la seconda entro il 30 novembre. Resta ferma la possibilità di determinare l’acconto dovuto con il metodo previsionale nel caso in cui si presuma di conseguire nel 2015 un reddito inferiore dell’anno precedente.

Facciamo un esempio.

Un contribuente ha dichiarato nel quadro RE al RE 25 di Unico 2015 (redditi 2014) redditi di  lavoro autonomo pari a €20.000. Ha pagato nel corso del 2014 acconti per contributi pari a € 4.435,20. Si avrà quindi:

€ 20.000 x 27,72%= € 5.544  (contributo dovuto per il 2014)

€ 5.544 – € 4435,20 = € 1.108,80 (saldo per il  2014)

€ 5.544 * 80% = 4.435,20 (acconto dovuto per il 2015 che andrà versato per € 2.217,60 il 16/06-16/07 o 20/08 e € 2.217.6 il 30/11)

Questo il metodo storico, se invece si prevede che il reddito che verrà conseguito per il 2015 sia più basso allora si potrà versare un acconto minore.