Archivi categoria: Novembre 2015

Ufficio Autorizzato CGN

Da Febbraio 2016 sono UFFICIO AUTORIZZATO CGN.

Chi è CGN? Caf CGN, il Centro di Assistenza Fiscale dei Professionisti, nasce con l’obiettivo di fare da intermediario e facilitare i rapporti tra contribuenti, professionisti e pubblica amministrazione. Caf CGN garantisce una capillare presenza sul territorio italiano grazie al network di 15.000 Uffici Autorizzati. Il Caf CGN è iscritto all’Albo Nazionale CAF Dipendenti n. 73.

Grazie alla sua squadra gli strumenti che mette a disposizione Caf CGN sono ad elevato controllo e minimizzano la possibilità di errore.

Grazie a questa collaborazione sono quindi in grado di offrire un’ampia gamma di servizi 730, ISEE per università, per servizi socio assistenziali, agevolazioni comunale o sulle bollette, successioni, Imu e Tasi, richiesta assegni familiari, modello red e tanti altri servizi tutti assistiti da uno dei più grandi Caf d’Italia.

Vuoi saperne di più? Chiamami e prendi un appuntamento, se hai difficoltà vengo io da te per una consulenza personalizzata!

L’ufficio autorizzato si trova ad Acquaviva Picena in Via CA dalla Chiesa, 2.

Telefono 338.7934950 Mail: d.spinelli@virgilio.it

 

 

30 Novembre: Acconto dei contributi

Quando si parla di contributi versati alla gestione Inps si deve tener conto delle diverse gestione che competono all’ente ovvero:

  • la gestione ivs per artigiani e commercianti
  • la gestione separata per lavori autonomi e professionisti “senza cassa

Le due diverse gestioni hanno modalità e tempi di versamento differenti. Esaminiamole con ordine.

Gestione ivs per artigiani e commercianti

I contribuenti iscritti alla gestione ivs, ossia imprenditori individuali artigiani o commercianti, i soci di società artigiane e commercianti e i collaboratori e coadiuvanti di imprese familiari artigiane e commercianti, sono tenuti al pagamento dei cosiddetti “contributi fissi” versati trimestralmente e di importo definito annualmente dall’Inps. Annualmente l’Inps fissa anche un reddito minimale, fissato a €15.548 per il 2015, il cui superamento comporta il pagamento di altri contributi. I contributi eccedenti il reddito minale sono dovuti sulla base delle aliquote previste annulmente e sono pagati in due rate alle stesse scadenze per il versamento delle imposte sui redditi (ossia per la prima rata 16 giugno o 16 luglio o si si usufruisce della proroga 20 agosto per il saldo e la prima rata di acconto, 30 novembre per la seconda rata di acconto).

In merito all’individuazione dell’ammontare del reddito da assoggettare all’imposizione, deve essere preso in considerazione il totale dei redditi d’impresa conseguiti nel 2014, al netto delle eventuali perdite nei periodi precedenti.  Sono da tenere in considerazione i seguenti righi di Unico 2015:

  • per gli imprenditori individuali in contabilità ordinaria il rigo RF101, se in contabilità semplificata il rigo RG36
  • per i soci di società di persone , i collaboratori di imprese familiari e i soci di società trasparenti il rigo RH14 campo 2
  • per i soggetti in regime dei minimi la differenza tra il rigo LM6 (reddito lordo) e LM9 (perdite pregresse).

Facciamo un esempio.

Un imprenditore individuale iscritto alla gestione artigiani e commercianti nel 2014 ha conseguito un reddito pari a € 30.000. Il reddito minimale previsto per il 2015 ammonta a € 15.548 e l’aliquota contributiva per il reddito eccedente il minimale è fissata al 22,74%.

Essendo il reddito conseguito eccedente quello minimale il contribuente dovrà versare a saldo i contributi dovuti sulla parte in esubero ossia:

€ 30.000- € 15.548= € 14.452 che rappresenta la quota di reddito sul quale verranno calcolati i contributi a saldo e in acconto.

saldo versato il 16/06 o 16/07 o 20/08                                    € 14.452 x 22,74%= € 3.286,38

1 rata di acconto versata insieme al saldo                           € 14.452 x 22,74% x 50% = € 1.643,19

2 rata di acconto da versare il 30/11                                       € 14.452 x 22,74% x 50% = € 1.643,19

Il metodo di calcolo prospettato nell’esempio è quello storico, in quanto si basa sul reddito del periodo precedente. Qualora si presuma che il reddito conseguito nel 2015, che verrà indicato in Unico 2016, sia inferiore a quello del 2014 indicato in Unico 2015, allora si potrà procedere a calcolare l’acconto con il metodo previsionale e versare quindi un acconto inferiore, o non versarlo affatto se si presume che il reddito si attesterà sotto il livello del reddito minimale.

Gestione separata

Sono iscritti alla gestione separata tutti i lavoratori autonomi con o senza partita iva che non possono essere iscritti ad altra cassa di previdenza. I contributi dovuti sono calcolati applicando una percentuale all’imponibile contributivo calcolato sui redditi prodotti e dichiarati ricavabili:

  • nel quadro RE per il lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni: rigo RE21 in caso di contribuente in regime sostitutivo per le nuove iniziative produttive e rigo RE25  negli altri casi
  • nel quadro LM per i soggetti in regime dei minimi come differenza tra il rigo LM6-LM9

La legge 92/2012, cosiddetta Legge Fornero, ha disposto che per i soggetti iscritti in via esclusiva alla gestione separata l’aliquota contributiva al 30% (oltre lo 0,72%) per l’anno 2015, mentre per i soggetti già pensionati o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie al 23,50%. Con il decreto “Milleproroghe” è stato tuttavia previsto che anche per il 2015 la misura dell’aliquota dei contributi previdenziali dovuti alla gestione separata INPS venga bloccata al 27 (+0,72%) per i lavoratori autonomi non iscritti ad altra forma previdenziale titolari di partita Iva. Per i soggetti non titolari di partita Iva ed iscritti alla sola gestione separata inps viene invece confermato l’aumento dell’aliquota al 30,72%.

Si avrà quindi per il 2015 la seguente situazione:

Liberi professionisti non assicurato presso altre forme di previdenza                               27,72%

Liberi professionisti assicurati presso altre forme di previdenza                                          23,50%

Collaboratori e figure assimilate non assicurati presso altre forme di previdenza        30,72%

Collaboratori e figure assimilate assicurati presso altre forme di previdenza                 23,50%

Per quanto riguarda il calcolo dell’acconto 2015 esso è pari all’80% del contributo dovuto per il 2014 calcolato, come prima descritto, sui redditi prodotti e dichiarati in Unico 2015.

L’acconto deve essere versato in due rate di pari importo entro le scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi: la prima il 16 giugno o 16 luglio o se si usufruisce della proroga il 20 agosto; la seconda entro il 30 novembre. Resta ferma la possibilità di determinare l’acconto dovuto con il metodo previsionale nel caso in cui si presuma di conseguire nel 2015 un reddito inferiore dell’anno precedente.

Facciamo un esempio.

Un contribuente ha dichiarato nel quadro RE al RE 25 di Unico 2015 (redditi 2014) redditi di  lavoro autonomo pari a €20.000. Ha pagato nel corso del 2014 acconti per contributi pari a € 4.435,20. Si avrà quindi:

€ 20.000 x 27,72%= € 5.544  (contributo dovuto per il 2014)

€ 5.544 – € 4435,20 = € 1.108,80 (saldo per il  2014)

€ 5.544 * 80% = 4.435,20 (acconto dovuto per il 2015 che andrà versato per € 2.217,60 il 16/06-16/07 o 20/08 e € 2.217.6 il 30/11)

Questo il metodo storico, se invece si prevede che il reddito che verrà conseguito per il 2015 sia più basso allora si potrà versare un acconto minore.

 

 

 

30 Novembre: secondo acconto imposte Irpef 2015

isIl prossimo 30 novembre scade il termine per il versamento della seconda o unica rata dell’acconto per i soggetti Irpef.  L’acconto per l’anno 2015 può essere calcolato in due metodi diversi:

  • metodo storico
  • metodo previsionale

Metodo storico

Se si adotta il metodo storico sono tenuti al versamento tutti coloro per i quali nella precedente dichiarazione, periodo di imposta 2014, risultava un’imposta a debito per un importo superiore a €51,65. Se l’importo del rigo RN34 “differenza” riportava un importo inferiore a €51,65 non è dovuto nessun acconto per l’anno di imposta 2015.

Utilizzando questo metodo l’acconto dovuto è pari al 100% dell’imposta a saldo relativa all’anno precedente, ossia l’importo l’importo indicato nel rigo RN34 della dichiarazione per l’anno 2014.  Ad esempio se in Unico 2015, relativa all’anno 2014, al rigo RN34 è presente un importo positivo di€ 1500,00 vorrà dire che l’acconto sarà pari a € 1.500,00 ( il 100% dell’importo).  Tale importo deve essere versato:

  • in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2015 se l’importo a debito è inferiore a € 257,52
  • in due rate se superiore. La prima con scadenza 16 giugno o 16 luglio (con la maggiorazione delle 0,40%) pari al 40% dell’importo. La seconda con scadenza 30 novembre pari al restante 60%.

Proseguendo con l’esempio di prima avendo un acconto pari a€ 1.500,00 di dovrà procedere con il versamento in due rate. La prima pari a € 600,00 (40% di € 1.500,00), la seconda con scadenza 30 novembre sarà pari a € 900,00.

Possono verificarsi situazioni per le quali è necessario che la base su cui determinare l’acconto venga ricalcolata al fine di avere un risultato adeguato. E’ il caso ad esempio della modifica apportata alle rivalutazioni dei redditi dei terreni che aumentando porta una variazione nella base di calcolo dell’acconto.

Nessuna sanzione sarà richiesta nel caso in cui, utilizzando il metodo storico, l’acconto risulterà insufficiente rispetto all’importo dovuto. In questo casa l’eventuale saldo verrà versato alla stessa scadenza del versamento del primo acconto. Esempio: l’acconto versato per l’anno 2015 secondo il metodo storico risulta essere di € 1.500,00. Il 16 giugno al momento del calcolo del consuntivo dell’anno 2015 si verifica che l’importo dell’Irpef effettivamente dovuto per l’anno 2015 è pari a € 1.800,00. La differenza dovuta a saldo di € 300,00 verrà versata il 16 giugno o 16 luglio.

Metodo previsionale

In alternativa al metodo storico può essere utilizzato quello previsionale. Questa tipologia di calcolo può essere adottata se si prevede che nell’anno in corso, nel nostro caso 2015, si conseguiranno minori redditi  rispetto all’anno precedente, quindi di versare al momento della dichiarazione dei redditi una minore imposta. In questo caso utilizzare il metodo previsionale potrebbe essere più vantaggioso determinare gli acconti sull’ipotetica imposta che si dovrà versare. Se poi però l’acconto versato risultasse inferiore a quanto dovuto a consuntivo si incorre nella sanzione del 30% dell’importo non versato, salvo la possibilità di ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso.

Indipendentemente dal metodo di calcolo utilizzato le modalità di pagamento dell’acconto sono mediante modello F24 con codice tributo 4034.

Per quanto riguarda gli acconti di addizionale regionale e comunale questi sono dovuti in un’unica soluzione all’atto del versamento del saldo.